Facebook combatte il Revenge porn, ma vuole le tue foto di nudo

Facebook è sempre più vicino e più attento ai bisogni dei propri utenti. Proprio negli ultimi giorni, il  social network più utilizzato al mondo, pare stia testando un nuovo metodo per poter combattere il fenomeno del Revenge porn. In che modo? Sembra che Facebook stia chiedendo al proprio utente di caricare le foto di nudo su Messenger, in modo da permettere alla piattaforma di poter riconoscere eventuali usi impropri futuri da parte delle altre persone.

Revenge porn, cos’è?

Si tratta di un fenomeno molto diffuso che prevede la pubblicazione sui social network di immagini che ritraggono parti intime dell’ex partner. Solitamente questo comportamento viene messa in atto da partner che vogliono vendicarsi per essere stati lasciati. I fatti di cronaca avvenuti negli ultimi anni, ci testimoniano che In molti casi le vittime del Revenge porn hanno avuto molte difficoltà a superare questo evento drammatico. In tanti non sono riusciti a superare l’accaduto e addirittura sono giunti al suicidio. Altri invece hanno avuto la forza di reagire denunciando l’ex partner.

Ovviamente pubblicare le immagini intime dell’ex fidanzata o dell’ex fidanzato non è legale. La conseguenza è il carcere, oltre che il pagamento di danni di immagine e psicologici all’ex partner. Mentre in altri paesi, tra i quali Israele, Germania, Regno Unito e 34 stati degli Stati Uniti e Australia esiste una legge specifica sul Revenge porn, in Italia questa manca. Nel nostro paese più che altro questa legge rientra nella fattispecie del reato di diffamazione e di violazione della privacy. Giusto nel mese di settembre del 2016 pare sia stata presentata una proposta di legge per l’introduzione dell’articolo 612 ter del Codice Penale riguardante proprio il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti.

Facebook combatte il Revenge porn

Facebook combatte il Revenge porn, ma vuole le tue foto di nudo

Facebook ha deciso di sperimentare un nuovo metodo per poter combattere, dunque, questo fenomeno. Questa strategia si basa perlopiù sulla prevenzione e non sull’ intervento in seguito alla pubblicazione. In cosa consiste questo metodo? Stando a quanto riferito, sembra che l’utente dopo aver compilato un questionario degli ufficio e-Safety, che si occupa di sicurezza online, dovrà caricare su Messenger una propria foto intima.

Questa dovrà essere etichettata come una immagine intima non consensuale. Facebook in questo modo eviterà che persone malintenzionate e non autorizzate possono caricare la stessa immagine. Inoltre emerso che queste immagini non saranno tenute in memoria da parte di Facebook, ma saranno utilizzate soltanto come una sorta di impronta digitale.

Si tratta di un metodo che comunque in fase di sperimentazione e nello specifico pare sia attivo attualmente in Australia. Sarà  l’ intelligenza artificiale del social network che dovrà individuare le immagini sospette o uguali proprio a quelle inviate dall’utente. In questo modo le immagini potranno essere bloccate prima che qualcun altro all’interno della piattaforma voglio pubblicarle. Già lo scorso mese di aprile negli Stati Uniti, Facebook pare abbia introdotto una tecnologia chiamata Photo matching, al fine di potersi assicurare che le persone non possono ri condividere immagini che precedentemente erano state segnalate e trattate come Revenge porn.

Non resta che attendere di capire se questa sperimentazione abbia portato al raggiungimento dell’obiettivo.