Monti, Manovra “Salva-italia”

La dura manovra varata dal governo ieri 4 Novembre 2011 viene nominata dal premier stesso manovra “Salva-italia”.

Il presidente del consiglio parla di una lotta ai costi della politica e della decisione di adottare un criterio di totale trasparenza,annunciando severe misure per la lotta all’evasione:

 

  • Dichiarare i patrimoni non soltanto quelli richiesti dalla modulistica attuale ma il patrimonio “per intero”;
  • Eliminare le giunte provinciali e drastica riduzione del numero dei consiglieri.

Lui stesso esprime la necessità, “come atto si sensibilità individuale”, di rinunciare al compenso come Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il pacchetto d’interventi chiamato “Disposizioni urgenti per l’equità la crescita e il consolidamento dei conti pubblici” ,dice Monti, prevede sacrifici ma anche azioni a sostegno delle imprese, sia in termini di riduzione del costo del lavoro sia in termini di fiscalità premiale per le imprese che raccolgono capitale, misure di liberalizzazione negli nteressi dei consumatori e della concorrenza e azioni a sostegno della famiglia.

I punti fondamentali sono:

  • Niente aumento IRPEF di 3 punti percentuali;
  • Arriva Ici-Imu , sulla prima casa sarà al 4 per mille, sulle altre al 7 per mille;
  • Tassa su auto di lusso pari a 20 euro per ogni chilowatt superiore a 170 chilowatt;
  • Tassa su aerei privati e elicotteri in base al peso;
  • Aumento accise sui carburanti a partire da gennaio 2012, somme che dovrebbero essere reinvestite per l’efficienza dei trasporti locali;
  •  Limite di uso di contanti a 1.000 euro dopo quale soglia non è possibile pagare in contanti;
  • Aumento aliquote addizionali per le aziende dallo 0,9% all’ 1,23 %;
  • Imposta Una-Tantum dell’ 1,5% su capitali scudati;
  • Norme più efficaci per il controllo dei movimenti finanziari;
  • Imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari;
  • Abolite quote anzianità, si uscirà solo con 41 anni e un mese di contributi  per le donne e 42 anni e un mese per gli uomini;
  • Più contributi per autonomi e agricoltori;
  • Penalizzazione per chi esce dal lavoro prima dei 63 anni del 3 % per ogni anno di anticipo;
  • Potenziamento fondi di Garanzia per piccole e medie imprese;
  • Deduzione Irap per le imprese che potranno scontare da Ires e Irpef;
  • Niente doppio-stipendio per i ministri;
  • Soppressi INPDAP ed ENPALS le cui funzioni vengono attribuite all’Inps.

 

Monti ritiene che “stringere la cinghia” è necessario non solo per salvare e migliorare il Paese ma anche per una sua crescita e questo potrà essere solo con il sacrificio di 4 generazioni!

 

 

 

 

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